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Il
viaggio
azione, esplorazione, conoscenza
Interlocutori e viaggiatori, i fotografi offrono con la propria
opera la testimonianza di un' impresa e la manifestazione di un
sentimento nuovo, rinnovato nella forma di una memoria che rimane
stabile e indelebile. La fotografia, pensata come mediazione, ritrova
nel senso del viaggio l'idea di recupero delle identità. Nel ritrovamento
di momenti, di spazi e di persone, ma anche nel confronto con la
propria solitudine, con la propria e topica marginalità, si avvia
la costruzione di un'esperienza che comprende l'avventura (insita
nella scoperta) e il sentire.
Il tema del viaggio, luogo di comprensione e naufragio, scoperta
e confronto, è affidato nel Festivalfoto 2006 a quattro autori.
Quattro interpreti capaci di attraversare il paesaggio e chiarirne
memorie e relazioni. Quella dell'uomo con l'uomo, quella dell'uomo
con la natura, quella dell'uomo con la storia e quella dell'uomo
con la finzione. Gianni Berengo Gardin compie un vero e proprio
viaggio nella storia. Il reportage dedicato alla strage di Portella
della Ginestra, a sessant' anni di distanza appare una memoria vicina
e fortemente consapevole. Piergiorgio Branzi ci consegna le escursioni
a Napoli e a Ischia (1953), i viaggi in Puglia e Lucania (1995),
in Spagna (1956), in Grecia (1957), in India (1960). Il suo è un
viaggio intorno all'uomo e alle dimensioni di una vita che contempla
il sacrificio, la fatica, l'emarginazione, l'esclusione, ma anche
la semplicità di un vivere quotidiano ormai scomparso. La fotografia
di Francesco Radino è l'invenzione che si rispecchia continuamente
con la realtà del vivere, producendo elementi di estraniazione e
proponendo continui interrogativi sugli oggetti che popolano il
mondo visibile. Il viaggio, per Olivo Barbieri, è emozione pura.
Barbieri è stato fra i primi fotografi occidentali a lavorare continuativamente
e consapevolmente in Cina: soggetto e metafora privilegiata per
interrogarsi sul rapporto fra reale e virtuale, fra il mondo e la
sua rappresentazione.
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