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Uno
dei più famosi fotografi al mondo, Sebastião Salgado,
da anni ricerca e crea sinergie a favore del movimento
dei Senza Terra, i contadini poveri del Brasile. È anche
attento e solidale con il mondo dell’associazionismo
e del volontariato internazionale. Nella mostra La
fine della polio il grande fotografo documenta
con i suoi scatti la campagna globale che l’Unicef e
l’Organizzazione
mondiale della Sanità stanno portando avanti per debellare
la polio entro il 2005. Salgado ha a lungo viaggiato
per documentare come si vive nei paesi dove ancora la
polio è una sciagura e soprattutto in che modo, per
quali mezzi e con quali risultati, la battaglia sta
per essere vinta. Nel 1988 mille bambini contraevano
la polio ogni giorno.Ora la malattia ne colpisce solo
millecinquecento all’anno. Dal Congo all’India, dal
Pakistan alla Somalia e al Sudan, nelle sue splendide
immagini in bianco e nero è racchiusa la storia di questo
grande sforzo.
Sebastião Salgado
- BIOGRAFIA
Sebastião Salgado nasce l'8 febbraio del 1944 a Aimors,
nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Vive a Parigi.
Dopo una formazione universitaria di economista e statistico
decide, in seguito ad una missione in Africa, di diventare
fotografo. Nel '73 realizza un reportage sulla siccità
del Sahel, seguito da uno sulle condizioni di vita dei
lavoratori immigrati in Europa. Nel '74 entra nell'agenzia
Sygma e documenta la rivoluzione in Portogallo, la guerra
in Angola e gli avvenimenti in Mozanabico. Entra a far
parte nel 1975 dell'agenzia Gamma ed in seguito, nel
1979, della celebre cooperativa di fotografi Magnum
Photos.
Lascia la Magnum nel 1994 per creare, insieme a Lelia
Wanick Salgado, Amazonas Images, una struttura autonoma
completamente dedicata al suo lavoro. Salgado si occupa
soprattutto di reportage di impianto umanitario e sociale,
consacrando mesi, se non addirittura anni, a sviluppare
e approfondire tematiche di ampio respiro.
A titolo di esempio, possiamo citare i lunghi viaggi
che, per sei anni, lo portano in America Latina per
documentarsi sulla vita delle campagne. Questo lavoro
ha dato vita al libro Other Americas. Salgado fotografa
la tragedia della siccità nei paesi africani del Sahel
e l'insieme di questo lavoro è stato organizzato in
diverse esposizioni e due libri, a sostegno di Medicins
sans Frontieres.
Durante i sei anni successivi Salgado concepisce e mette
a punto un progetto su scala mondiale sul lavoro nei
settori di base della produzione. Il risultato è La
mano dell'uomo, una pubblicazione di 400 pagine del
1993 tradotta in sette lingue diverse e accompagnata
da una mostra presentata finora in oltre sessanta musei
e luoghi espositivi di tutto il mondo.
Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema dei movimenti
di popolazione nel mondo. Questi reportage sono stati
pubblicati, con regolarità, da molte riviste internazionali
tra cui D la Repubblica delle donne in Italia, Stern
in Germania, Paris Match in Francia, El Pais in Spagna,
Visão in Portogallo, Rolling Stone e New York Magazine
negli Stati Uniti e Folha di São Paulo in Brasile. Oggi,
questo lavoro è presentato nei volumi In Cammino e Ritratti
di bambini in cammino, due opere che accompagnano la
mostra omonima edite in Italia da Contrasto.

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Sebastião
Salgado, Somalia 2001
Sebastião
Salgado, India 2001
Sebastião
Salgado, Stati Uniti 2001
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