I microseminari

Adelaide Corbetta, La pittura e la fotografia: artisti fotografi e fotografi artisti
Influenze, amori e tensioni tra due discipline troppo spesso confuse, la pittura e la fotografia: artisti fotografi e fotografi artisti.
L'idea di questo seminario è proporre una riflessione, attraverso l'opera di artisti non soltanto contemporanei, sulla reciprocità di intenti e di debiti tra le varie discipline. Adelaide Corbetta, dopo la laurea in Storia dell'Arte, ha iniziato a occuparsi dell'organizzazione e comunicazione di eventi culturali.
Per la fotografia ha curato, in collaborazione con l'Agenzia Grazia Neri, il progetto Evoluzione. Responsabile dell'attività culturali di Terra Moretti, è ora impegnata nel progetto Italian Factory. Collaboratrice de Il Corriere della Sera, scrive di arte contemporanea.
   

Alex Majoli, Buongiorno fotografi! Una colazione per scambiare due chiacchiere sulla fotografia
Alex Majoli è nato a Ravenna nel 1971. Attualmente vive tra Milano e New York. Comincia a fotografare nel 1982 e nel 1989 inizia a lavorare a tempo pieno come fotoreporter.
Dal 1990 al 1995 lavora per l’agenzia Grazia Neri. In questo periodo documenta la guerra della ex-Yugoslavia, inizia un intenso reportage all’interno di un ospedale psichiatrico di Leros, in Grecia, continuando la sua collaborazione con la “corrente di Basaglia”, e viaggia in Sud America.
Nel 1997 inizia a lavorare al suo progetto personale Hotel Marinum, con l’intenzione di fotografare la vita di diverse città di porto nel mondo.
Ha intrapreso anche l’esperienza cinematografica, realizzando alcuni documentari e video clips, tra cui In the Forbidden City, cortometraggio sulla prostituzione a Bahia presentato al Film Festival di Torino.
Nel 2001 Alex diventa membro della Magnum Photos: con Ferdinando Scianna è il secondo fotografo italiano a farne parte.
Contemporaneamente al progetto Hotel Marinum, segue e documenta alcuni conflitti nel mondo, collaborando e pubblicando su diverse testate giornalistiche, fra cui: Newsweek, New York Times Magazine, Granta, Vanity Fair, The Times; per il National Geographic ha recentemente fotografato l’Africa a Parigi.
  
Alex Majoli: INDIA
Maharashtra region. Town of Bombay

 
Beppe Bolchi
, Conoscere la Tecnica per sviluppare la Creatività
Seguendo i suggerimenti di Ansel Adams, una introduzione alle caratteristiche delle Pellicole Polaroid

Questo seminario prevede due fasi: una prima introduzione teorica, e una seconda parte in cui sarà possibile sperimentare le tecniche illustrate. Verranno, dapprima, affrontati i tipi di pellicole ed emulsioni, le apparecchiature per ripresa ed esposizione, i supporti, gli strumenti, i risultati ottenibili, il trasferimento e il distacco dell’emulsione, la manipolazione, e molti altri “trucchi” e suggerimenti. Dopodiché, sarà possibile sperimentare concretamente tutto questo.
Beppe Bolchi è nato a Magenta nel 1944. Appassionato delle varie tecniche fotografiche, ne ha vissuto le esperienze dalla camera oscura, dai materiali sia in bianconero che a colori, alle proiezioni di diapositive in dissolvenza, alla duplicazione e rielaborazione creativa delle proprie immagini.
Entrato professionalmente in contatto con Polaroid e quindi con il mondo della fotografia immediata, ne ha assimilato le relative particolarità, piegandole al suo modo di rappresentare e di interpretare la realtà, lontano dalle finzioni o dagli artifizi che potrebbero travisarla, ben coadiuvato dalla elevata qualità dei materiali.
Sue immagini sono state esposte al Museum of Fine Arts di Boston, e in numerose altre città in cui ha realizzato sue "personali". Sue fotografie fanno parte della collezione italiana permanente Polaroid e sono state pubblicate da numerose riviste.
Ha partecipato ad importanti Festival Fotografici e collabora periodicamente con diverse Scuole di Fotografia e Facoltà Universitarie, dove presenta le tecniche con le quali realizza i suoi lavori perché anche altri possano cimentarvisi.

Alberto Tissoni, Fotografare in bianco e nero col sistema zonale
Il seminario di Alberto Tissoni affronterà il Sistema Zonale, ideato da Ansel Adams negli anni ’40, con l’illustrazione della fase di ripresa fotografica, il successivo sviluppo della pellicola e i test sulle pellicole in bianco e nero per la determinazione della loro esatta sensibilità. La trattazione si concluderà con l’illustrazione della fase di stampa ed esempi pratici.
Alberto Tissoni, nasce a Torino, dove vive tuttora, nel 1945. Biologo nella vita, inizia ad interessarsi e a studiare la fotografia in bianco e nero col Sistema Zonale a partire dagli anni ’80.
Ha scritto tre libri didattici sull’argomento: Fotografare in bianco e nero (40 applicazioni del Sistema Zonale), Fotografare in bianco e nero e a colori col Sistema Zonale, Stampare in bianco e nero col Sistema Zonale. Quest’ultimo volume, attualmente in corso di stampa, sarà presentato in anteprima a FestivalFoto 2003.

Chiara Mariani, Il mestiere di photoeditor: motivazioni alla base della scelta dei contenuti giornalistici e fotografici
L’intervento di Chiara Mariani approfondirà le peculiarità di un settimanale femminile allegato a un quotidiano, le motivazioni alla base della scelta dei contenuti giornalistici e fotografici, le particolarità di “D”, le sue esigenze estetiche e i problemi di layout, il rapporto tra la redazione e i fotografi, i problemi legati alla produzione fotografica.
Inoltre, si chiederà se la pubblicità condiziona la realizzazione del giornale, quali sono le difficoltà del photo editor e cosa proporre a “D”.
Chiara Mariani, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato 11 anni presso l’agenzia fotografica Grazia Neri. Attualmente è photo editor del settimanale D. La Repubblica.

Efrem Raimondi, L’idiozia della fotogenia (bigino da combattimento sulle convenzioni del ritratto)
Mi piace ripetermelo: raramente una bella immagine è l’immagine di qualcosa di bello. Finché si parla d’altro va bene, ormai tutto è stato digerito e vomitato, ma col ritratto no, soprattutto col proprio, che se non è edulcorato e photoshoppato a puntino non lo si riconosce.
Il problema della riconoscibilità diventa un fatto di dignità, di passaporto per l’immagine: è il problema della memoria, della relazione tra noi e il ricordo di noi stessi…un’icona inviolabile e inalterabile, una roba simile al look.
Primo punto sostanziale: chi se ne frega.
Non ritraggo con la demagogica presunzione di restituire una memoria che non mi appartiene: io racconto la mia storia. E la memoria è la mia.
Tranne il ritratto, si è disposti a tutto col resto, a ubriacarsi d’immagine e stracciarsi entusiasti le vesti e far finta che va tutto bene e che ci piace la minestra.
Poi, ficcati al chilometro tre della coda per la visione del secolo alias la cosiddetta dama dell’ermellino, ce ne stiamo umili e in saio pronti alla rivelazione del ritratto. Sicuri che così sarà.
Secondo punto sostanziale: così non è, il ritratto rivela solo all’autore che è l’unico a goderne nell’essenza. Ma non si tratta di una deriva inconsapevole: è una scelta imprescindibile per chiunque usi un linguaggio, a discapito anche delle convenzioni grammaticali e dei riti sociali. Per questo la fotogenia è un’idiozia, un concetto vuoto, perché ha a che fare con la gradevolezza, che è puro fatto mediatico. Il linguaggio è altrove.
Efrem Raimondi nasce a Legnano nel 1958. Dal 1983 collabora con prestigiose riviste nazionali e internazionali e con diverse aziende e agenzie di pubblicità.
Col marchio STEEL vince l'Award per la migliore campagna di settore in Svizzera e nel 1996 gli viene assegnato il Premio Speciale AFIP/Art Directors Club Italiano.
Ha esposto in gallerie quali il Diaframma e Grazia Neri e presso diverse fondazioni. Sue immagini fanno parte di collezioni pubbliche e private.
Ha ritratto diverse rock star e musicisti internazionali e lavorato con EMI, SONY Music e Ricordi. Dal novembre del 2000 ritrae periodicamente Vasco Rossi. Ha partecipato in qualità di docente al Master di Fotografia dell'Istituto Europeo di Design.
E’ attualmente rappresentato dall'agenzia Contrasto.

Grazia Neri, Nuovo ruolo dell’agente e nuove prospettive del mercato
Un seminario per approfondire i cambiamenti delle agenzie e della figura dell’agente a fronte dei recenti fenomeni di informatizzazione, di crisi settoriale del mercato, della nascita di grosse concentrazioni, di una più generale recessione economica, nonché il nuovo ruolo dell’agente e le nuove prospettive del mercato.
Grazia Neri nasce a Milano. Nel 1966 Hubert Henrotte le propone di rappresentare in Italia la neonata agenzia Gamma, che successivamente subisce una scissione da cui nasce Sygma, fino ad oggi la principale agenzia fotogiornalistica del mondo.
Grazia Neri diventa, nel corso degli anni, un vero e proprio punto di riferimento per le agenzie e i fotografi di tutto il mondo. E' regolarmente invitata a far parte delle giurie dei più prestigiosi concorsi internazionali d ki fotogiornalismo, tra cui i premi Eugene Smith e World Press Photo e collabora regolarmente al mensile on-line The Digital Journalist.
Tra le mostre organizzate di recente: World Press Photo a Milano alla galleria Carla Sozzani, le retrospettive di Doisneau a Padova e a Palermo, la collettiva dei fotografi dell’agenzia VII agli Scavi Scaligeri di Verona, le mostre Una notte con Marilyn di Douglas Kirkland e Acqua di Mike Gorldwater a Palazzo Reale, Milano. Molte le edizioni di libri di fotografia a cui ha lavorato in collaborazione con Motta, Electa/Mondadori ed altri editori.
E’ curatrice delle mostre fotografiche per lo spazio espositivo ARMANI/ARTE. Nel 2001 ha ricevuto il premio Memorial Elvira Puorto, assegnato a donne impegnate nella fotografia. Ha un figlio giornalista che la affianca nella gestione dell’agenzia.

Mario Trevisan, Collezionismo fotografico in Italia e nel mondo: criteri per una collezione organica
Mario Trevisan nasce nel 1947 a Venezia, dove vive tuttora.
Laureato in matematica, dopo alcuni anni di insegnamento si interessa all'economia dell'arte e diventa per quasi 20 anni il responsabile per il settore arte moderna e contemporanea di una nota casa d'aste italiana.
Durante questo periodo colleziona arte moderna (in particolar modo grafica internazionale).
Da vari anni si dedica alla fotografia trasformando la sua collezione di dipinti in una collezione di fotografia.

Fiammetta Miraglia, Il Giadino: luogo d’incontro tra natura e arte. Occasione per onorare le proprie radici e la propria spiritualità.
Esiste una forma autonoma del "paesaggio" che è definita dal territorio e dal contesto ambientale che sussiste in modo indipendente dalla sua "interpretazione" intellettuale.
A partire da questa idea pre-critica, muoviamo verso una definizione di paesaggio come costruzione umana e critica che sormonta il preesistente.
Fiammetta Miraglia nasce a Milano dove vive e lavora. Conclusi gli studi in filosofia si dedica alla fotografia. Dopo un inizio nell'ambito dello spettacolo, i suoi interessi si rivolgono decisamente verso la fotografia di giardini con una certa attenzione verso luoghi legati in qualche modo alla letteratura e al cinema. Questa attività ha determinato una collaborazione con le maggiori riviste d'arredamento e una mostra, ...altri giardini presso lo spazioAgorà di Torino nel '92.
Da due anni tiene corsi di fotografia presso la Facoltà di Architettura di Milano e recentemente ha iniziato un lavoro di ricerca fotografica sui fiori che si lega a quello iniziato anni fa sui ritratti.

Silvia Berselli, Conservazione e restauro della fotografia
Silvia Berselli insegna Restauro della Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, e Storia e Tecnica della Fotografia all’Università di Udine.
Fa parte del Gruppo di Lavoro Photography Documents dell’International Council of Museum, Committee for Conservation (ICOM/CCPD) e dal 2003 è Professional Associate dell AIC (American Institute for Conservation of Historic and Artistic Works).
Dirige a Milano il Centro per il Restauro e la Conservazione della Fotografia.
Ha collaborato con numerose istituzioni tra cui l’Istituto Centrale per il Restauro, la Calcografia Nazionale, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, il Museo della Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze, l’Archivio Fotografico della Pinacoteca di Brera a Milano. Per conto del Centre National de l’Audiovisuel di Lussemburgo ha curato il recupero della raccolta The Family of Man realizzata dal Metropolitan Museum di New York.
Ha pubblicato numerosi articoli per riviste italiane e straniere e il volume “L’Archivio Fotografico” per l’editore Zanichelli
  
  
Luigi Gariglio:
Helena, Torino
"Le Vallette", 2002
  
  
Luigi Gariglio:
Cella isolamento, Carcere di Swaag (NL), 2000
 
  
Franco Pierno:
Tortoreto lido
  
  
Franco Pierno:
Margherita di Savoia
  

Samuele Frigoli, Come realizzare un libro fotografico
Il tema viene affrontato dalla prospettiva del fotografo-autore. Obiettivo è illustrare le problematiche legate a un progetto editoriale: come nasce un libro (il progetto grafico, la proposta dell’editore), come si realizza (prestampa, stampa digitale, rilegatura), come si vende (l’editore, la distribuzione), i costi, i vincoli progettuali. Verranno illustrate nuove tecnologie e soluzioni alternative: il libro autoprodotto, la piccola tiratura, come diventare autori ed editori di se stessi.
A soli 29 anni, Samuele Frigoli vanta un background quantomeno curioso: nato in una famiglia che nel mondo delle arti grafiche ha lasciato un segno, cresce tra stampa, legatoria ed editoria vecchio stile. Nel 1996, agli albori della stampa digitale e di Internet, è forse il primo a sperimentare nuove applicazioni con questi mezzi. Nel 2001 ha inventato un nuovo modo – più economico, veloce e intelligente – di “fare libri fotografici”: Agora 35.